L'incontro dei Madonnari a Grazie : il più antico concorso al mondo di pittura su asfalto

Paola Artoni - presidente del Centro Italiano Madonnari (CIM)

 

Il borgo di Grazie di Curtatone, in provincia di Mantova, in quell'angolo di Pianura Padana che dalla Lombardia si estende verso il Veneto e l'Emilia Romagna, è un luogo speciale, un luogo di devozione e un'oasi naturale abbracciata dal fiume Mincio. In questo piccolo paese i Gonzaga, signori di Mantova per quasi quattro secoli, hanno fatto costruire un santuario dedicato alla Madonna delle Grazie come ex voto per la fine della peste. Il tempio, consacrato nel 1406, accoglie nel suo interno un'antica icona della Beata Vergine con il Bambino e una raccolta unica al mondo di statue polimateriche, realizzate dal Cinquecento al Settecento, che rappresentano i visitatori illustri, come il papa Pio II e l'imperatore Carlo V, dame e cavalieri oranti ma anche condannati a morte che sono stati risparmiati dalla loro pena. Curiosa è la presenza di un coccodrillo appeso alle volte della navata, simbolo del demonio cacciato dalla Madonna. Sul piazzale del santuario ogni anno, tra il 14 e il 15 agosto, in occasione dell'antica fiera delle Grazie, centinaia di artisti sono al lavoro con polveri colorate e pastelli stesi con le proprie mani. Il concorso inizia il 14 agosto al tramonto e si conclude il giorno seguente con il verdetto della giuria e le premiazioni.

 

È a Grazie dove per la prima volta i pittori di strada sono stati chiamati ufficialmente “madonnari”, L'arte dei madonnari è arte sacra e si ispira alla tradizione cristiana; è un'arte popolare immediatamente compresa e amata dal pubblico; è infine un’arte “effimera”, sottoposta ai capricci del clima e degli acquazzoni estivi.

I madonnari al lavoro tracciano i loro lavori con carboncini, gessetti, polveri colorate e rivolgono uno sguardo speciale al santuario della Beata Vergine. Non è certo un caso che il volto dell'icona mariana conservata all’interno del Santuario, una Madre dolcissima che stringe il Bambino tra le braccia, sia spesso protagonista dei dipinti, così come le architetture del tempio, iniziato nel 1399 e consacrato nel 1406 per volere dei Gonzaga come ex voto per la fine della peste, vengano tracciate sull'asfalto come fondale delle scene sacre rappresentate. Un altro celebre ex voto spesso raffigurato nei dipinti dei madonnari è il coccodrillo di Grazie, un rettile imbalsamato da secoli appeso alle volte della navata del santuario, simbolo del demonio sconfitto dalla Vergine.

 

Breve cronistoria: dalle origini a oggi

Era il 1973 quando il Comune di Curtatone e la Pro Loco danno vita all'Incontro dei madonnari con il sostegno di una giornalista mantovana Maria Grazia Fringuellini, dell'esperto di folclore Gilberto Boschesi e con la partecipazione a quella prima edizione di figure note al grande pubblico quali il giornalista televisivo Enzo Tortora e Dino Villani, geniale inventore di manifestazioni popolari quali la Festa della mamma e Miss Italia.

Se alcune vecchie foto documentano il lavoro dei pittori di strada impegnati nella raffigurazione dei santi patroni realizzate in occasioni delle feste tradizionali dell’Italia del Sud, va detto che mai prima del 1973 era stato organizzato alcun raduno di questo tipo e che la piazza di Grazie può vantare un vero e proprio primato in tale senso. Il concorso ha quindi avuto anche il merito di salvare un tipo di arte che era destinato a finire e di sdoganare finalmente un tipo di pittura che era spesso censurata come “accattonaggio”. Come era prevedibile, sin dalla prima edizione, si sono affermati i madonnari pugliesi, forti di una tradizione consolidata che li vedeva lavorare in occasione delle festività. Nel 1985 per la prima volta c’è la suddivisione dei madonnari in tre categorie (Maestri, Qualificati, Semplici) e sulla piazza si incontrano la scuola tradizionale e le innovazioni date dai giovani formati nelle accademie, provengono da tutta Europa e dagli Stati Uniti. Tra tutti emergono il talento e la tecnica dello statunitense Kurt Wenner, profondo conoscitore dell'arte italiana rinascimentale e manierista che applica i segreti degli effetti prospettici anamorfici alla pittura su asfalto e regala l'illusione di sapere “bucare” l’asfalto.[1] Allo stesso Wenner sarà affidato il compito di progettare un immenso dipinto (25x5 metri), realizzato da un team di oltre trenta madonnari, in occasione della visita a Mantova del papa, futuro santo, Giovanni Paolo II, nel giugno 1991. Il Giudizio Universale viene talmente apprezzato dal papa da essere siglato dallo stesso pontefice e con quel semplice gesto l'arte. È questo un riconoscimento pubblico e ufficiale per i madonnari, che sino a quel momento avevano avuto molti problemi a farsi accettare nelle piazze.

 

Il Centro Italiano Madonnari e il Museo dei Madonnari: conservare l'effimero

Nella storia dell'Incontro di Grazie, a partire dal 1998, è attivo il Centro Italiano Madonnari, ovvero un'associazione di volontariato che promuove, divulga e perpetua l'Incontro Nazionale Madonnari di Grazie, incentiva i giovani pittori, conserva la memoria storica del concorso e pubblicizza l'attività dei pittori dell'asfalto.

Nel Museo dei Madonnari di Grazie, per sua stessa natura sempre in crescita, la conservazione di questa particolare arte di strada è garantita dalla raccolta di alcuni pannelli dipinti a gessetto, da tavolette realizzate con terra battuta (memoria di quando non era ancora impiegato l'asfalto), dalla documentazione raccolta e schedata (foto, locandine, pubblicazioni specifiche, video, bozzetti...), sempre guardando al futuro.



[1] I suoi lavori sono considerati tra i primi esempi di quella che oggi, a distanza di trent'anni è un'arte universalmente diffusa e conosciuta dalla street art come arte in 3D. Mi permetto di rimandare al catalogo della mostra allestita nel 2002 nel Museo d'Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti intitolata Kurt Wenner. Master Artist, da me curata e con un testo di Paolo Bertelli.